Addio al celibato per Roberto

Roberto mi aveva invitata alla sua cena di addio al celibato: una festa diversa dalle altre, perché quella sera, nel locale di suo zio, Roberto non aveva invitato solo uomini alla ricerca di una serata libera da rispettive mogli e fidanzate, ma anche alcune delle sue più care amiche.

Ingegnere, 38 anni, biondo con gli occhi verdi, fisico prestante e sguardo penetrante, Roberto era il più affascinante della comitiva: aveva fatto girare la testa a tutte, ma solo Nina era riuscita a conquistarlo. Anche se – e questo Nina non lo sapeva – ogni tanto si divertiva sotto altre lenzuola, passando da un letto all’altro. La sua preferita, però, ero sempre io: diversi caratterialmente, non avremmo mai funzionato da marito e moglie, ma eravamo due amanti perfetti. Insieme avevamo provato di tutto, prima che si fidanzasse con Nina: ci eravamo dati anche allo scambio di coppia ed al voyerismo, che a Rob piaceva tantissimo. Per dirla tutta, era uno di quelli che sul computer tengono cartelle private con foto porno amatoriali, e che si diletta a visitare siti di video e foto per distrarsi dalle attività di lavoro.

Mi sedetti accanto a lui e ordinammo tutti una pizza: il tavolo era composto da una 40ina persone, tra amici e colleghi di lavoro. La cena filò liscia, tra una risata e l’altra, ma il mio amico non sapeva che per lui c’era un regalo a sorpresa: quando finimmo la festa, gli dissi che la mia macchina non partiva e gli chiesi di riaccompagnarmi a casa.

Per l’occasione, avevo indossato un body in pizzo rosso e delle calze autoreggenti nere che si intravedevano dallo spacco della gonna: feci maliziosamente intravedere le calze quando salii in macchina, e mentre guidava raccontandomi della sua ansia per il matrimonio, mi sollevavo maliziosamente la gonna a poco a poco, mentre inumidivo le labbra guardandolo fisso negli occhi.
“Certo che parlare con te è sempre un’impresa”, mi disse, aggiungendo che quella sera ero davvero sexy e che mi avrebbe voluto fare sua già da quando eravamo al locale.

Io gli sorrisi, e gli portai il dito alla bocca per zittirlo. Ma quel gesto lo fece eccitare, forse ancora di più delle foto porno amatoriali con le quali si masturbava da quando aveva promesso fedeltà a Nina. Fermò la macchina in una via isolata, e mi saltò letteralmente addosso cercando di arrivare subito al centro del mio piacere. Ma io per lui avevo in serbo un altro regalo.
Lo feci scendere, e ci dirigemmo verso la campagna. Era notte fonda ed eravamo tutti e due un po’ brilli: mi spogliai del tutto e nel vedere il mio seno esplodere dal body rosso la sua eccitazione arrivò alle stelle. Presi il suo membro tra le mie mani ed iniziai a masturbarlo a dovere, scappellandolo di tanto in tanto con la bocca e strizzandomi i capezzoli: quel momento fu divino, perché non so se sia stato l’alcol, la trasgressione o la paura di essere scoperti, ma Rob mi fermò quando era sul punto di venire e senza troppi giri di parole mi penetrò con tutta la forza che aveva, fino a farmi urlare, a metà strada tra il piacere e il dolore.

Mi stantuffò per qualche minuto, e mentre ansimava mi diceva di avermi desiderata da morire per tutti questi mesi, e che quella notte mi avrebbe fatta impazzire dal piacere. La mia passera grondava di umori, ero ormai allo stremo delle forze e gli dissi che stavo per venire: fu così che mi prese per le natiche, mi spostò di fianco, mi sollevò una gamba e mi penetrò nuovamente tenendomi stretto il seno tra le sue mani, e strizzandomi i capezzoli. Fu un infinito momento di piacere mentre lui gemeva ed io ansimavo, in un unico movimento di corpi: il passo da lì all’orgasmo fu davvero breve, e Rob mi inondò del suo seme caldo con una potenza che non aveva mai avuto.

Inutile dire che, quella sera, capimmo che non avremmo potuto rinunciare per niente al mondo ai nostri incontri…

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